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Tazzina di caffèNoemicuffia

20 Febbraio 2011
11743 visualizzazioni

Il caffè è importante per me.
Forse tra le cose a cui più tengo. Mi calma, anziché agitarmi. Con il suo calore mi rassicura, ma anche bevuto freddo mi conforta e mi ispira.

Tutto è iniziato quando avevo dieci anni. Ero una bambina-grande, di quelle che crescono in fretta. Fare il caffè con la moka è stata la prima cosa “da adulti” che ho imparato. Era il 1990. Da allora la tazzina ha accompagnato ogni momento della mia crescita. Al punto che non potrei vivere senza.

Dire “prendiamoci un caffè” agli amici, da adolescente, mi faceva sentire forte e sicura, quando proprio non lo ero. E anche adesso, vedere la tazzina vicino alla tastiera del computer è fondamentale per il mio equilibrio mentale e fisico: nessuna delle mie giornate inizia mai senza questo rituale, che mi regala la forza per affrontare qualsiasi cosa. Come un ponte saldo su cui camminare, senza guardare sotto.

E così alla fine ho aperto un blog. Un classico diario in rete, in un periodo strano, per comunicare con il mondo restando però incollata a casa mia. E dopo un po’ di tempo che ci scrivevo su, un giorno gli ho cambiato nome e l’ho chiamato Tazzina-di-caffè - per rimanere svegli (http://eccomimi.blogspot.com/). Perché non sempre è facile stare sveglia, per me, ed essere lucida. A volte la mia indole introversa mi porterebbe a rifugiarmi in un angolo e a non fare nulla. Ma la vita è una sfida e il caffè mi serve per superare questi limiti. Tazzina dopo tazzina, ho allora cominciato a trasferire sul blog anche un altro mondo: quello dei libri. Qualcosa che, nel turbine della quotidianità, rischiava di restare in disparte, fino forse a scomparire del tutto. E, in particolare, i romanzi che, travolta dagli eventi, stavo quasi per smettere di leggere.

All’inizio, mi limitavo a pubblicare la foto della copertina del libro di cui parlavo, scegliendola tra quelle disponibili in rete. Poi ho pensato: perché non fotografare i romanzi con sopra la tazzina di caffè che di volta in volta bevo durante la lettura? Mi sembrava una cosa romantica. E così ho fatto. Da allora a oggi il blog è cresciuto, insieme a me. Ed è un po’ cambiato, sempre insieme a me. Ho chiesto agli amici e ai lettori di mandarmi le loro foto di tazzine, ed è stato divertente. E poi ricevo alcune lettere che mi lasciano senza parole per la loro bellezza, e mi invitano a continuare. In più, quella di bookblogger sta diventando quasi un’attività vera, a tempo pieno. Sono nate interessanti collaborazioni; mi è capitato anche addirittura di scrivere un libro, insieme ad altri blogger, e di parlare a un convegno sul futuro dell’editoria e le nuove tecnologie legate al libro! Cosa posso chiedere di meglio? Forse solo di poter continuare a leggere e scrivere tutti i giorni e di bere il mio caffè.

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